La magia delle parole

I maghi credevano fermamente che le parole potessero modificare la realtà. Non è vero. Le parole modificano la percezione che abbiamo della realtà, e da qui influenzano le azioni che agiremo su di essa. Parole diverse per lo stesso input, diverse reazioni. Possono essere migliori, peggiori, poco importa: parole diverse, conseguenze diverse. Definire gattaccio o gattino un semplice gatto, ci farà vivere sensazioni e suscitare idee completamente diverse a seconda del termine utilizzato.

Inoltre, siccome siamo tutte persone diverse, per ognuno di noi quelle stesse parole ci evocheranno tanti significati quante saranno le persone interpellate. E se oltre al verbale ci mettiamo pure il paraverbale ed il non verbale, le possibili reazioni potranno solo centuplicarsi. Ma qui sto dicendo cose che sicuramente sai già.

Ci torneremo, ma non ora.

Ora voglio soffermarmi su un aspetto del linguaggio che è profondamente magico, su uno di quegli aspetti che può permettere l'accadimento di tutti quei miti della nostra società moderna come il successo, la conoscenza di sé, la felicità, il benessere: mi riferisco alle domande.

"Chi domanda, comanda", direbbero gli agenti commerciali, perché sanno che con le giuste domande si possono ottenere le giuste informazioni per vendere al cliente esattamente il prodotto che sta cercando. Nel nostro caso direi: "Chi sa porre domande, sa guarire".

 
 Domandare con intenzionalità, sapendo quello che stiamo andando a chiedere, sapendo che, qualsiasi sia la risposta che potremo avere, comunque sapremo cosa chiedere successivamente, ci permetterà di gestire il setting. Finalmente il setting diventerà quel posto splendido e trasformativo che ogni cliente merita di ricevere.

Prima di porre a degli sconosciuti le nostre domande, con loro dobbiamo innanzitutto saper dialogare e prima di saper dialogare, dobbiamo saper indiscutibilmente ascoltare.
No, non mi riferisco al buon Rogers e alla sua Terapia Centrata sul Cliente. Non la conosco. Non ho mai letto un libro di Rogers. Ma ho letto un sacco di Milton Erickson e lui era un altro che sapeva ascoltare dannatamente bene.


Ma prima di andare oltre, qualcosa di completamente diverso: "Cos'è, per te, la Salute Mentale?".

Antonio Amatulli


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