Il potere delle idee

Alek era un bambino particolarmente sveglio. Guardava tutto con attenzione, osservava le azioni dei grandi così da poter imparare quanto il più possibile da loro.
Da una persona in particolare, Alek era affascinato: suo nonno Joseph.
Le mani grandi e forti, lo sguardo intenso erano le sue caratteristiche, unite al suo umorismo: sapeva scherzare su tutto e sapeva spezzare con poche parole tutto quello che era troppo "serioso". Ma Alek è un bambino di 9 anni e non conosce la parola "serioso". Alek direbbe… "noioso". Da lui riusciva ad imparare sempre qualcosa in più rispetto agli altri e questo lo faceva essere sempre meritevole di attenzione.

Un giorno Alek, dopo una piacevole giornata a scuola, corse dal nonno tutto entusiasta - aveva fatto un gioco sulla creatività e lo voleva raccontare proprio al suo "mitico" nonno! Appena entrato in casa, lo chiamò.

 "Nonno, nonno! - disse Alek mentre si toglieva lo zainetto, con ancora il cappottino addosso - oggi a scuola abbiamo fatto una cosa bellissima!" "E cosa? - domando nonno Joseph - Avete fatto partorire una mucca gravida?" Alek, sorpreso dalla domanda, rispose: "No, nonno, non abbiamo mucche a scuola, non possiamo farle partorire!". "Peccato - rispose lui - aiutare una mucca gravida a partorire è veramente una cosa bellissima: una vita che nasce, i suoi primi passi… e tu che partecipi a tutto questo. Ti mette in pace col mondo. Comunque, dimmi cosa avete fatto a scuola di così bello, mi hai messo curiosità!"

"Oggi abbiamo parlato… di IDEE!!! La maestra ci ha chiesto di pensare a delle cose nuove e poi di dirle in classe!" Joseph lo guardò sorridente, con lo sguardo pieno di interesse. "Ah sì? E tu cosa hai ideato?"
"Niente, nonno. Non ho ideato niente. - disse Alek con un certo abbuiamento del viso -  Tutte le idee che mi sono venute in mente erano già state pensate: ho pensato a qualcosa per far rendere più buono il pane e mi hanno detto che il burro lo si usa già da secoli, ho pensato ad un grande foglio bianco dove tenerci tutti i libri del mondo e mi hanno detto che parlavo del tablet che voglio per Natale! Non mi è venuta nemmeno un'idea nuova!"

Joseph guardò Alek. Il bimbo da essere sprizzante di gioia si era abbuiato non poco… Si fermò a riflettere e poi chiese…
"E poi cosa è successo? La maestra, i tuoi compagni?" "I miei compagni hanno detto le loro idee, la maestra mi ha detto che dovevo ascoltarli, ed imparare da loro su come si hanno idee e che nel futuro ne dovremo avere un sacco, sennò non riusciremo mai ad esser felici!"

Il nonno, in silenzio, osservò il nipote. Possibile che una maestra abbia detto una cosa del genere o Alek aveva capito solo la parte più spaventosa del consiglio? Ora non importava, adesso era il momento di tirare su il morale al suo adorato nipotino.

 "Figliolo, è proprio un bel futuro quello che ti dipinge la maestra, vero? - disse Nonno Joseph, mentre accennava un furbo sorriso - Ti voglio svelare un segreto, Alek. Anzi, due! E questi due segreti ti faranno capire il potere delle idee." Al sentire le parole del nonno, l'ombra sul viso del bambino scomparve, ed inizio a pendere dalle sue labbra.
 
"Ascolta bene, Alek. Magari non capirai subito, e dirai che il nonno ha esagerato con i suoi discorsi, ma per lo meno prova a ricordarti quanto ti sta per dire..."  Alek lo fissò negli occhi accennò un movimento del volto, e rimase in silenzio ad ascoltare.

"Le idee sono sopravalutate, Alek. Non servono a niente". Alek rimase pietrificato. Possibile che il nonno stesse dicendo proprio quelle cose? La maestra aveva detto l'esatto contrario, un dilemma non da poco per un bambino di 9 anni. "O meglio, servono, ma esse sono solo un ingrediente per la felicità. Le idee, nipote mio, non sono niente, senza la volontà di realizzarle. Non serve averle o non averle, renderle originali o copiarle da qualcun altro, se non si ha il desiderio di realizzare QUELLE IDEE. E non importa neppure se a 9 anni non ti sono venute idee originali, nipote mio. Le idee mica vengono a comando! Vengono quando stiamo bene: nel tuo caso, quando abbiamo giocato a sufficienza! E quando ci vengono, se ci piacciono davvero, facciamo di tutto per realizzarle! Ricorda: loro vengono quando siamo già felici, non il contrario. Perciò, dopo pranzo, fai subito i compiti che dopo giochiamo insieme! E vedrai che ti verranno tante mai di quelle idee da far impallidire chiunque!

Alek guardò Nonno Joseph a lungo. Lo osservò, poi guardò un po' verso il basso e dopo qualche secondo verso l'alto. Infine alzò la testa verso Joseph e disse: "Sai nonno, forse ho capito cosa mi vuoi dire. Se io ho tante idee, che magari mi piacciono tanto e magari piacciono anche a te, al papà e alla mamma,  ma che non realizzerò mai, sarà un po' come non averle mai avute e potrei diventare triste. Se invece ho un'idea sola, e quindi non ne ho tante come prima, che piaccia agli altri oppure no - diceva Alek con sempre maggiore entusiasmo -  se io comunque la realizzo, divento felice! E' questo quello che intendevi, nonno?

Joseph fissò il nipote: gli occhi del bambino brillavano, come se posseduti dal fuoco della felicità.
"Si, Alek. Era questo quello che intendevo. Il potere delle Idee è quello di smuovere gli Uomini e renderli felici."


Antonio Amatulli
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Questo articolo è stato pubblicato precedentemente su L'Indispensabile n.19, magazine di Gruppo Professionale dove si parla di capacità imprenditoriale, management e crescita personale. La rivista L'Indispensabile la puoi trovare qui.

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